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Psicomotricità

La psicomotricità utilizza il movimento ed il gioco spontaneo per promuovere l’armonico sviluppo motorio, cognitivo, affettivo e relazionale del bambino. È un’esperienza di gioco basata sul piacere, favorisce la conoscenza di sé e del proprio corpo, la capacità di organizzare e utilizzare lo spazio e gli oggetti. L’obiettivo è quello di accompagnare e sostenere il bambino nel suo percorso maturativo, tenendo presente i bisogni educativi e formativi corrispondenti all’età e le conquiste emotive che fa ogni giorno attraverso la crescita. Il bambino è considerato protagonista attivo nel suo processo di crescita, è persona competente, che coglie, costruisce e rielabora le esperienze e le fa proprie, secondo il proprio stile, la propria originalità, i suoi tempi e le sue competenze. L’ambiente non muove alla competizione e non giudica, permettendo una sperimentazione serena delle proprie abilità, delle proprie paure e dei propri limiti.

Le regole della stanza di psicomotricità e il setting spaziale e temporale fungono da cornice di contenimento in cui il bambino trova sostegno e sicurezza per sperimentare la propria originalità e costruire così un’immagine positiva di sé indispensabile per “diventare grande”, lo sguardo e la presenza dello psicomotricista rinforzano l’esperienza, ne colgono i bisogni e le specificità individuali.

Tre tipi di percorsi a seconda dell'età:

Io gioco! Giochi con me? (18 - 36 mesi) Sperimentare nuove esperienze di gioco e socializzazione con i coetanei, in un ambiente diverso ma sempre protetto e pensato sulle loro esigenze. Il setting e i materiali proposti stimolano ogni volta nuove conquiste.

La stanza magica (3 - 5 anni) E' il luogo dove consolidare e acquisire nuove abilità, nella relazione coi coetanei. Il gioco si apre alla sfera emotiva, attraverso la sperimentazione e l'espressività corporea: accoglienza, gioco senso-motorio, rituale dei saluti.

A passi da gigante (5 - 7 anni) Siamo in grado di affermare la nostra unicità e comincia ad emergere la capacità di astrazione: quindi progettiamo, organizziamo e sperimentiamo il nostro gioco, descrivendone anche il vissuto emotivo.

Sono previsti incontri finali coi genitori.

Orari del corso


Insegnante

Chiara Gentile

Nata e cresciuta in Brianza, sperimenta per due anni la vita nella metropoli milanese ma ben presto sceglie per amore proprio e di coppia di ritornare verso le montagne, il lago e gli spazi aperti. Clown di corsia con l’Associazione Veronica Sacchi Onlus negli ospedali e nelle case di riposo dal 2007 a Milano, Lecco e nella terra di mezzo brianzola ne segue dal 2011 la comunicazione, i volontari e le attività.

Dopo una prima laurea nell’ambito delle scienze politiche sceglie di avvicinarsi alla psicomotricità e nel 2013 si diploma come psicomotricista presso il C.N.R.P.P. (Centro Nazionale di Ricerca sulla Pratica Psicomotoria), specializzata nella della Pratica Psicomotoria Aucouturier e sul disagio educativo al nido e alla scuola dell’infanzia secondo il metodo di Giuseppe Nicolodi si apre nel 2015 alla metodologia integrata con il Master in Educazione e Prevenzione dell’Università di Bergamo.

Crede fortemente nel valore pedagogico della proposta psicomotoria e del gioco quale mezzo principale e fondamentale per la crescita di ogni individuo.